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Biografia di Henri Dominique Lacordaire

Oratore - Teologo

Henri Dominique Lacordaire

In tutti gli Ordini Religiosi, come pure nelle Congregazioni e Istituzioni di antica e recente data, è avvenuto che dopo un certo periodo dopo la loro fondazione, comparve provvidenzialmente una figura maschile o femminile che assumeva il compito di riformatore o rifondatore della Istituzione, adeguandone gli scopi, la spiritualità, l'organizzazione, alle mutate esigenze del tempo in cui vissero.
E tale fu per l'Ordine Domenicano, più specificamente di Francia, padre Henri Dominique Lacordaire, grande teologo francese; il quale nacque nel 1802 a Recey-sur-Ource sulla Côte-d'Or, nel periodo in cui subentrò l'impero di Napoleone Bonaparte all'eredità della Rivoluzione Francese, sottraendola all'anarchia e mentre si apprestava a conquistare l'Europa.

Orfano di padre, fu educato alla religione dalla madre, ma poi da studente di Giurisprudenza a Digione, frequentò l'ambiente volteriano, laico e anticlericale, pertanto si distaccò dalla fede nel 1819.
Nel 1823 durante il tirocinio di giovane avvocato a Parigi, ritrovò la fede delle sue origini, dopo la lettura del “Genio del Cristianesimo” di Chateaubriand.
Con l'entusiasmo che lo caratterizzava, nel 1824 entrò come seminarista a Issy, passando nel 1826 a Saint-Sulpice.
Fu ordinato sacerdote nel 1827 e nominato cappellano della Visitazione di Parigi e poi cappellano del Liceo Enrico IV; ma questi compiti non lo soddisfacevano e decise di lasciare la Francia per gli Stati Uniti, patria della libertà, atteso dal vescovo di New York; ma lo scoppio della rivoluzione del luglio 1830, che aprì un nuovo periodo di speranze, lo dissuase.

Accantonata l'idea di emigrare, fondò con il prestigioso sacerdote F. R. Lamennais (1782-1854) e con il giovane nobile paladino della libertà C. Montalembert (1810-1870), il giornale “L'Avvenir” di cui divenne redattore.

I tre amici, insieme ai loro collaboratori combatterono dalle colonne del quotidiano, il cui fiero motto era: “Dio e la libertà”, per l'affermazione della libertà di stampa e d'associazione, per la libertà delle nazioni e delle comunità locali, come pure per quella d'insegnamento.

Il 9 maggio 1831 aprì una scuola libera gratuita, senza l'autorizzazione dello Stato di idee gallicane (cioè tendente ad affermare la supremazia dello Stato sulla Chiesa), ciò fu oggetto di un celebre processo che la fece chiudere.

“L'Avenir” fu l'organo sostenitore dell'idea di un cattolicesimo democratico, per riavvicinare la Chiesa alla società moderna. Ma le sue idee furono messe in discussione dalla Santa Sede, pertanto nel dicembre 1831 i tre amici si recarono a Roma, portatori di un “Promemoria su l'Avenir”, da sottoporre al papa Gregorio XVI.
Ciò nonostante nel 1832 ci fu la condanna del giornale, da questo atto scaturì la sottomissione di Henri Lacordaire, che comunque non rinunciò al suo ideale di libertà; si dissociò anche da Lamennais che non intese sottomettersi e con vari scritti datati dal 1834 al 1837, confutò le argomentazioni di protesta dell'ex compagno di lotta.
Ottimo predicatore, ricevé l'incarico dall'arcivescovo di Parigi di tenere i quaresimali del 1835 e 1836, dal pulpito di Notre-Dame; poi si ritirò a Roma per un periodo di riflessione.



Nella città del papa egli coltivò l'idea di ristabilire l'Ordine Domenicano in Francia, soppresso con altri Ordini dalla Rivoluzione Francese, a questo scopo indirizzò nel marzo 1839 un ‘Memoriale' ai francesi, reclamando il diritto di associazione dei cittadini, riconosciuto a tutti ma non ai religiosi.

Nel mese di aprile 1839 padre Lacordaire vestì l'abito dei Domenicani e dopo il Noviziato lasciò Roma e ritornò in Francia; e nel febbraio 1841 riprese le predicazioni nella cattedrale di Parigi, indossando l'antico abito bianco e nero, che da mezzo secolo non si era più visto in Francia.

Superate varie e molte difficoltà, Lacordaire riuscì nel 1843 ad aprire diversi conventi domenicani, il cui numero aumentò rapidamente.
L'ondata rivoluzionaria del 1848, che investì buona parte dell'Europa, portò il “liberale impenitente”, come si definiva lui stesso, ad essere eletto come Deputato di Marsiglia alla Costituente della nuova Repubblica, ma si dimise subito riconoscendo incompatibile la vita religiosa e l'impegno della ribalta politica.

Dopo il colpo di Stato di Napoleone III, che creò un impero autoritario, Lacordaire si ritirò dalla vita pubblica, considerando fieramente che essendo lui “una libertà” doveva “scomparire come le altre”.

Consacrò quindi i suoi ultimi anni al consolidamento della Provincia Domenicana in Francia, fondando altresì collegi ispirati ai principi cattolici e creando nel 1854 il Terz'Ordine insegnante, la cui sede fu posta nel celebre Collegio di Sorèze, che diresse unitamente alla Provincia di Francia dal 1850 al 1854 e dal 1858 al 1861.
Lacordaire difese fino alla fine le idee del suo “liberalismo cattolico”, in cui erano presenti la separazione tra Chiesa e Stato e la preferenza per un papato libero dai doveri temporali dello Stato Pontificio.

In tutti gli ambiti Henri Dominique Lacordaire fu campione della libertà, pur perseguendo con lucidità un fine preciso: la riconciliazione della Chiesa con il mondo moderno nato dalla Rivoluzione Francese del 1789, ritenuto da lui il mondo del futuro. In questo senso Lacordaire può essere considerato un precursore del Concilio Vaticano II.

Fu predicatore ed oratore eccellente, liberale appassionato, religioso umile e sincero, teologo classico, tomistico, con influsso di romanticismo, scrittore vasto ed efficace di molti volumi, raccolte di conferenze e lettere, acuto maestro e pedagogo; Lacordaire morì a Sorèze, Tarn (Francia), il 21 novembre 1861 a 59 anni.

Frasi Celebri di Henri Dominique Lacordaire

Amore:
L'amore è come il fulmine: non si sa dove cade finché non è caduto.
Libertà/Schiavitù:
Dovunque l'uomo voglia vendersi trova degli acquirenti.
Solitudine:
Il silenzio è l'ultimo sforzo dell'anima ricolma, che non può più dire nulla.

Libri Henri Dominique Lacordaire
Data creazione biografia: 27 novembre 2005
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