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Biografia di Louis-Ferdinand (Destouches) CÚline

Romanziere francese

Louis-Ferdinand (Destouches) CÚline

Louis-Ferdinand Destouches nacque a Courbevoie nel 1894 , CÚline era il nome della nonna materna. Partecip˛ volontario alla prima guerra mondiale dove fu gravemente ferito e decorato. Nel 1926-1933 fu legato a Elisabeth Craig, una ballerina statunitense conosciuta a Ginevra per caso. Fece un viaggio in USA, dove conobbe la condizione di alie nazione dello sfruttamento capitalistico nelle fabbriche Ford di Detroit nel 1925, come membro di una delegazione incaricata dalla Health Section della SocietÓ delle Nazioni di esaminare le condizioni sanitarie nel Nord America. Fece poi il medico condotto nei quartieri popolari di Paris. Il suo primo romanzo, Viaggio al fondo della notte (1932) uno dei libri pi¨ importanti del secolo, in gran parte autobiografico, avente per protagonista il medico Bardamu con la sua visione disperata e sarcastica della vita. Il protagonista Ferdinand Bardamu viene ferito durante la prima guerra mondiale; in convalescenza a Paris conosce l'americana Lola. Smobilitato e intenzionato a partire per l'America, si ri trova in Africa. Da questo momento incorre in una serie di avven ture ora tragiche ora buffonesche, che servono all'a. a fustigare la societÓ moderna con le sue guerre, le sue avventure coloniali, le infinite storture e imposture. Dopo un breve soggiorno in Africa Bardamu raggiunge fortunosamente l'America e si arruola nel servizio immigrazione. L'America gli riesce insopportabile. Ritrova Lola, si fa prestare da lei un'ingente somma di denaro, torna in Francia. Aperto uno studio medico in provincia non esita a procurare aborti. Stanco di questa esperienza, torna a Paris dove un amico, il saggio Parapine, gli procura un nuovo lavoro. "Viaggio al fondo della notte" fu subito scandalo, provocando nell'ambito letterario un vero terremoto. Il testo era stato presentato da CÚline al comitato di lettura di Gallimard che lo aveva rifiutato . Nell'aprile 1932 CÚline aveva lasciato il testo, senza nome nÚ indirizzo dal piccolo e giovane editore DenoŰl, che non s'era la sciata sfuggire l'occasione: DenoŰl aveva individuato l'autore servendosi di una etichetta presente casualmente nel pacco di imballaggio , e pochi mesi dopo, in tempo per concorrere ai premi letterari, la pubbli cazione senza tagli nÚ correzioni di grammatica o di punteggiatura . In pochi mesi ebbe centinaia di recensioni: un libro-scandalo, tanto pi¨ che non gli fu dato il premio Goncourt. Da una parte coloro in cui era pi¨ forte il sentimento di liberazione alimentato da una denuncia spietata della realtÓ, dall'altra quelli che non potevano contenere il potenziale emotivo scatenato da tanta miseria e disperazione; gli uni senza vedere ci˛ che nel romanzo andava contro le loro opinioni, gli altri denunciando l'assenza di ci˛ che avrebbe potuto liberarli dal senso di nausea che li opprimeva. Cosý gli anarchici si ritrovarono accanto alla destra individualista e pessimista, i comunisti con la destra patriottica e cattolica. Pi¨ omogenee le reazioni degli scrittori pi¨ sensibili alla novitÓ cÚlianiana. Quattro anni dopo un altro capolavoro, Morte a credito (1936). In entrambi Ŕ un'oscuro senso della morte che minaccia costantemente i protagonisti, attenzione vigile alla natura umana colta nei suoi eccessi, nel crimine, nella negazione, nella violenza, mediante uno stile realistico e aspramente colloquiale. Seguono: il pamphlet antisovietico Mea culpa (1937), Il ca stello dei rifugiati (1957), Nord (1969), Il ponte di London (Le pont de Londres, 1964), Rigodon (1969). In alcune di queste emerge l'antisemitismo giÓ presente in Bagatelle per un massacro (Bagatelles pour un massacre, 1937). Dopo il 1936 CÚline si distingue per la sfrenata invenzione linguistica e trasfigurazione fantastica. Il monologo celiniano si fa sempre pi¨ sincopato, eccitato, delirante: rimane poco della dolorosa fraternitÓ e del senso di rivolta presenti, sotto il cinismo, nei primi due romanzi. Durante la seconda guerra mondiale, CÚline si uný ai tedeschi in ritirata. Arrestato come collaborazionista, venne incarcerato. Nel 1951, amnistiato, torn˛ in Francia. Per lo stile di CÚline si Ŕ parlato di espressionismo.
Rappresentazione antropomorfica del mondo esterno e unanimismo delle folle sono tipici elementi espressionistici; mentre la violenza del cromatismo si affida a elementi gergali . La descrizione Ŕ tradotta nel linguaggio dell'historicus, il monologo interminato che costituisce la trama di tutto CÚline, un monologo esteriorizzato e ancora naturalistico Il suo historicus Ŕ potentemente colloquiale, ma l'impianto Ŕ lirico. Quella di CÚline Ŕ una triturazione del discorso, che conosce il parossismo di spezzature, la successione di addenti con cui si cerca un impossibile esaurimento. CÚline porta all'iperbole la rappresentazione di funzioni corporee: la sua corporeitÓ orgiasticamente secerne deiezioni, atti sessuali, malattie, vomito, percosse. L'oltranza di CÚline rivela flagrantemente la sua motivazione pratica, la turpe infelicitÓ della sua sorte che si compensa in un'ostentazione di abiezione. Ci˛ che differenzia CÚline dagli espressionisti Ŕ nella diversa pratica dell'io: per gli espressionisti tedeschi l'Io ha valore mistico, non soggettivo, gli stessi personaggi del loro teatro sono funzioni senza individuale stato civile, al contrario dell'eccessivo e soggettivissimo io cÚlineiano. Lo "scandalo" che provoc˛ CÚline dal suo primo romanzo in poi, non Ŕ solo dettato dalla presenza dell'osceno. La sua scrittura attaccava le fondamenta dell'edificio letterario, la fonte della sua legittimitÓ. Con CÚline la scrittura ritrova la polifonia orale della sua origine: ci˛ che si legge e sente non Ŕ la lingua di Amyot, ma la lingua di Rabelais. Ci˛ che il francese avrebbe potuto essere se non fosse stato trasformato nel linguaggio im balsamato di cui il potere ha fatto da sempre lo strumento del suo dominio. Dominio del corpo sociale e delle sue pulsioni, di tutto ci˛ che poteva far tremare la fragile rappresentazione di sÚ che i pi¨ forti cercano di darsi. Prima di CÚline c'erano sta ti "Il fuoco" di Barbusse, e l'"Hotel del Nord" di Dabit: anch'esse avevano una presa in diretta sul loro tempo, ma a tutta la produzione "populista" manca lo spessore che si individua per esempio nel "Viaggio al fondo della notte". CÚline garantisce l'autenticitÓ del reale senza rinunciare ai diritti dell'immaginazione, sfruttando la distanza della trasposizione, facendone il luogo liberato in cui l'autobiografia sfugge ai doveri dell'esattezza e la finzione al rischio della gratuitÓ. Della guerra, della colonizzazione, del lavoro industriale, l'alienazione metropo litana, la miseria delle periferie, di queste esperienze che fu rono tra le pi¨ traumatiche del secolo, "Viaggio al fondo della notte" dÓ una immagine forte, trasfigurata dalle proprie osses sioni. E' un viaggio verso il polo negativo delle repulsioni, un "potere dell'orrore" . Al "fondo" della notte deve arrivare Bardamu in un percorso iniziatico che dal buco nero del la guerra sbocca in quello ancora pi¨ oscuro della morte: źCoraggio, Ferdinand, ripetevo a me stesso, per tenermi su, a forza di essere sbattuto fuori dapertutto, finirai di sicuro per trovarlo il trucco [le truc] che gli fa tanta paura a tutti, a tutti gli stronzi che ci sono in giro, deve stare in fondo alla notte. E' per questo che non ci vanno loro in fondo alla notte╗ E' una parabola che rimanda all'epopea conradiana di "Cuore di tenebre", e all'invito del "Viaggio" baudelariano (źo morte, vecchio capitano╗) a andare in fondo all'ignoto per trovare il nuovo. Una attrazione compulsiva verso il pericolo che porta Bardamu, protagonista del "Viaggio al fondo alla notte", verso la catastrofe: metafora parossistica della condizione dell'uomo moderno, della sua condanna a spingersi sempre oltre verso una esperienza dell'alteritÓ che gli Ŕ ripetutamente negata. Solo quando fa sua la lezione del Freud di "Al di lÓ del principio di piacere" che Bardamu capisce che non c'Ŕ via di scampo, deve andare fino in fondo, non serve a niente la rivolta. E' un radicale pessimismo, l'assenza totale di riscatto che non bastano da soli a spiegare lo scandalo provocato dal suo primo romanzo e dai suc cessivi. Nella denuncia delle miserie CÚline abolisce la distanza tra oggetto e soggetto, usando la lingua degli sfruttati, l'orale popolare . L'argot Ŕ fatto perchÚ l'operaio possa dire al padrone che detesta: tu vivi bene e io male, mi sfrutti e giri con il macchinone, ti far˛ fuori ...╗ CÚline porta sulla scena della scrittura non solo quelli che erano stati a lungo emarginati , ma anche le forze inconsce che con essi erano state rimosse . Narratore e racconto emergono fin dall'inizio senza indicazioni di spazio e di tempo: źša a dÚbutÚ comme ša╗ Ŕ l'incipit del "Viaggio": un doppio riferimento all'Es (ša) freudiano, e un "iniziare" (dÚbutÚr) che rompe una unitÓ primor diale. In CÚline l'immaginazione non Ŕ il prodotto di fantasmi, ma il loro confronto con il reale; la scrittura non Ŕ il linguaggio delle sole pulsioni. La scrittura cÚlianiana Ŕ il risultato di un attentissimo lavoro letterario, teso a recuperare l'affettivitÓ e la comunicazione davanti all'orale. "Viaggio al fondo della notte" Ŕ opera inaugurale in cui sono allo stato germinale i procedimenti che CÚline porterÓ nelle opere successive all'estremo: giochi fonici, slittamenti semantici, uso della paratassi, quello dei famosi tre puntini. Nel "Viaggio" il periodo Ŕ ancora delimitato dai segni della punteggiatura, ma giÓ dislocato dalla segmentazione, da quella che *L. Spitzer chiam˛ "anticipazione" e "ripresa". Una lingua legata alla struttura complessiva. E' come se la scrittura fosse l'unico bene restitui to a una umanitÓ privata di tutto. A una inchiesta tra vari scrittori fatta da źNouvelles LittÚraires╗, rispose una volta: źscrivo come posso, quando posso, dove posso ho sempre dovuto rubare ore a quelli che mi da vano lavoro, rubare tempo ai mestieri che mi davano il pane . Scrivo in fretta e furia, come sempre ho vissuto: in fretta e furia╗. E' morto a Meudon nel 1961 .

Frasi Celebri di Louis-Ferdinand (Destouches) CÚline

Paura:
L'uomo che non prova mai paura Ŕ perduto.
Desiderare:
Quasi ogni desiderio che ha un povero Ŕ un reato punibile.
Mondo/Universo:
Bisognerebbe fermare il mondo per almeno due o tre generazioni se non ci fossero pi¨ bugýe da dire.

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Data creazione biografia: 13 ottobre 2006
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